 |
Tesi
Vi presentiamo una selezione di tesi di laurea sui Controlli Non Distruttivi da noi scelte. Travate per ogni tesi titolo, autore e una presentazione con il download del file per scaricare la versione integrale. Se hai scritto una tesi riguardante il settore dei Controlli Non Distruttivi Inviaci la tua tesi di laurea! …e vinci un corso di specializzazione CND! Partecipa al concorso che mette in palio la partecipazione gratuita ad un corso DRC – Formazione CND! Valuteremo tutte le richiesta di pubblicazione che ci verranno inviate, vincerà il concorso l’autore della tesi più scaricata (info@drcitalia.it) Grazie a tutti coloro che hanno già dato il proprio contributo. TESI DI LAUREA “Esame critico dei metodi di indagine, distruttivi e non distruttivi, sulle costruzioni”
Massimo De Marco - POLITECNICO DI BARI FACOLTA’ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA CIVILE DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA STRUTTURALE Il continuo affinamento tecnologico dell'industria delle costruzioni ha dato luogo negli anni recenti ad un parallelo sviluppo delle tecniche di rilievo sperimentale impiegate in situ, sia con funzione diagnostica ai fini del progetto del recupero di manufatti d'epoca, sia con funzione di controllo. Il vantaggio più immediato derivante dal ricorso a tali tecniche di indagine è quello di poter operare sulle strutture al vero in tempi rela-tivamente contenuti e di poter estendere i rilievi a tutte le parti acces-sibili delle stesse. Tuttavia si riscontra un crescente apprezzamento di tali metodi, anche per le loro intrinseche capacità di dare una caratte-rizzazione dei materiali in modo più significativo di altre forme tradi-zionali, ricorrendo a provini cubici o cilindrici. Benché tale classica forma di determinazione delle caratteristiche di resistenza resti un fondamentale parametro di riferimento, è d'altro canto noto che le condizioni di confezione, di maturazione e di prova di campioni sono diverse dalle stesse condizioni in opera. Sempre maggior importanza assume, inoltre, il problema di determinare le ca-ratteristiche del calcestruzzo su strutture esistenti, per le quali il con-sueto metodo del carotaggio porta spesso a risultati contradditori. Questi aspetti hanno senz'altro contribuito al diffondersi dei metodi a carattere non distruttivo, con i quali, oltre a rilevare le caratteristiche di resistenza, è possibile evidenziare molti fattori interessanti la pro-gettazione, la produzione, la manutenzione, il controllo della sicurez-za. Nel corso della esecuzione di un'opera in c.a. una delle fasi più deli-cate è costituita certamente dal controllo delle caratteristiche meccani-che del conglomerato cementizio… scarica la tesi “PROTEZIONE SISMICA DI STRUTTURE MURARIE MEDIANTE ELEMENTI DI RINFORZO IN ACCIAIO: ANALISI DELLA RISPOSTA STRUTTURALE IN PRESENZA DI DISPOSITIVI DISSIPATORI DI TIPO VISCOSO” Gianfranco Laezza - SECONDA UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FACOLTA’ DI INGEGNERIA CATTEDRA DI TEORIA E PROGETTO DELLE COSTRUZIONI IN ACCIAIO Le tragiche conseguenze di recenti eventi sismici, hanno messo in evidenza, negli ultimi decenni, la necessità di elaborare teorie e tecniche per la protezione dinamica degli edifici. In Italia, paese ad alto rischio sismico, il problema della protezione degli edifici è trattato da anni: numerosi sono i progetti di ricerca, numerose sono anche le applicazioni pratiche di tecniche antisismiche sia per gli edifici di nuova costruzione che per quelli esistenti. Lo studio proposto nel seguente lavoro di tesi, si preoccupa di valutare i benefici apportati ad una struttura muraria, quando questa è collegata ad un sistema di controventamento metallico mediante un dispositivo viscoso, in grado di conferire una grande capacità dissipativa. Gli obiettivi del lavoro svolto sono stati essenzialmente due: 1. Ricercare un valore ottimale del coefficiente di viscosità dei dissipatori. 2. Valutare le caratteristiche meccaniche ottimali del sistema di controventamento. Lo studio presentato per sua natura ha un carattere non assoluto, ma comunque le analisi sono state condotte nel modo più generale possibile secondo considerazioni tecnico-progettuali: a tal proposito sono stati scelti tre tipi di muratura, previsti dalla normativa, e sono state fatte variare le caratteristiche del controvento e del dissipatore al fine di individuare la configurazione ottimale. Le analisi sono state effettuate con il programma di calcolo agli elementi finiti CANNY, in grado, con i suoi molteplici modelli isteretici, di modellare a pieno il comportamento non-elastico e non-lineare della muratura. La scelta della combinazione di condizioni ottimali è inquadrata nell’ottica del principio del “performance based design”, secondo il quale una struttura deve essere in grado di evitare il crollo, nel caso di terremoto della massima violenza possibile, risparmiando così perdite di vite umane, ma accettando la possibilità di danni, nel caso de terremoti di modesta entità, in base all’assunto che sostituire o riparare il ridotto numero di strutture che sarebbero danneggiate dai terremoti più violenti è meno costoso che costruire solo strutture tanto resistenti da non subire alcun danno... scarica la tesi 1 di 3 scarica la tesi 2 di 3 scarica la tesi 3 di 3 “ANALISI DI ELEMENTI STRUTTURALI IN CALCESTRUZZO AD ALTA RESISTENZA COL MODELLO MCFT E COL MODELLO DI CERVENKA” Paolo Benetti - POLITECNICO DI MILANO Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria Strutturale Nel campo dell’ingegneria civile, e soprattutto in quello dell’ingegneria delle grandi strutture, l’uso di materiali ad alte prestazioni è ormai diventato una necessità, a causa delle sempre più pressanti richieste di durabilità e di bassi costi di gestione, che fanno passare in secondo piano i costi richiesti per la produzione in termini di materiali e mano d’opera. I calcestruzzi ad alte prestazioni sono caratterizzati da un attento mix design, poiché solo una elevata qualità della pasta cementizia, degli aggregati e del legame chimico-fisico agente alle loro interfacce permette di raggiungere l’obiettivo di avere un materiale dal comportamento assolutamente affidabile. I materiali tradizionali non sono sufficienti, e si sono studiati degli additivi sia di tipo chimico come i superfluidificanti o i ritardanti, che di tipo fisico come il fumo di silice. I primi sono necessari per permettere la lavorabilità ed il getto dell’impasto, mentre i secondi aumentano la compattezza del calcestruzzo andando a riempire con i loro prodotti di idratazione, i vuoti altrimenti lasciati liberi dagli altri materiali. I campi di applicazione più naturali sono rappresentati da strutture che operano in condizioni ambientali estreme: centrali nucleari, piattaforma petrolifere marine. Nelle prime l’attacco è di tipo termico e radioattivo, nelle seconde la salsedine e gli agenti atmosferici portano un attacco chimico continuo, che può provocare danni di notevole entità. La resistenza sempre più elevata di questi materiali comporta la possibilità di ridurre drasticamente le sezioni dei pilastri, con risparmi sia in termini di costo che di spazi sfruttabili, di abbassare l’altezza delle travi snelle, con vantaggi in termini di estetica e di sfruttamento più razionale del materiale, di rendere più sottili le strutture a guscio e le strutture a lastra, come travi alte, travi parete, strutture da ponte. scarica la tesi 1 di 2 scarica la tesi 2 di 2 “CASA ROMEI: ANALISI DI DISSESTI E PROPOSTE DI INTERVENTO” Riccardo Cami - Università degli studi di Ferrara Facoltà di Architettura “Biagio Rossetti” A.A 1999/2000 Studio su Casa Romei, edificio monumentale del 1400 di Ferrara. La tesi si articola in quattro fasi: analisi storica con ricerca di archivio; rilievo effettuato mediante teodolite con costruzione per punti di un modello tridimensionale; calcolo strutturale effettuato su modello digitale tridimensionale mediante calcolo con il metodo degli elementi finiti, progetto di consolidamento delle strutture... scarica la tesi 1 di 9
scarica la tesi 2 di 9 scarica la tesi 3 di 6 scarica la tesi 4 di 6 scarica la tesi 5 di 6 scarica la tesi 6 di 6
|
 |